Perché i consumabili durano quasi sempre meno del previsto?

Non è una leggenda e nemmeno una semplice “comune sensazione”. Tutti i consumabili, sia i toner che le cartucce a getto d’inchiostro, all’atto pratico quasi sempre stampano un numero di pagine inferiore al numero di pagine nominale dichiarate dal costruttore.

Per comprendere perché questo accade dobbiamo prima comprendere come viene stabilita tale durata nominale, conosciuta anche come “resa di stampa”.

Prima del 2004, i vari costruttori di stampanti utilizzavano metodi autonomi e differenti per indicare la resa dei propri consumabili. Successivamente, tutti i principali costruttori Brother, Canon, Epson, HP, Kyocera, Lexmark, Samsung, Xerox, ecc., hanno deciso di aderire a degli Standard comuni che potessero normalizzare i dati e potessero rendere confrontabili tra loro le prestazioni tra modelli diversi nonché, anche, tra brand diversi. Da allora, gli standard ISO/IEC 19752 (per le stampanti monocromatiche) e ISO/IEC 19798 e 24711 (per le stampanti a colori), sono diventati il riferimento comune universale per la definizione delle durate dei consumabili.

In base alle linee guida di tali standard ISO/IEC, il protocollo prevede di eseguire, per le cartucce monocromatiche, la stampa di una specifica pagina pdf predefinita (v. figura 1) che ha esattamente una copertura del 5% (cioè il 5% della superficie del foglio sarà coperta da inchiostro mentre il 95% resterà bianca).

Figura 1: La pagina test per le cartucce monocromatiche

Tale pagina verrà stampata continuamente e ripetutamente fino al termine del ciclo di vita della cartuccia stessa, in condizioni ambientali e tecniche controllate. Al termine, il numero di fogli stampabili secondo questo procedimento costituirà la resa nominale di tale modello di cartuccia e/o toner. Per le stampe a colori, si esegue invece la stampa continua e ripetuta di 5 pagine consecutive (v. figura 2) che complessivamente raggiungono una copertura del 20% (il 5% circa per il nero e per ciascuno degli altri tre colori: ciano magenta e giallo).

Figura 2: Le pagine test per le stampe a colori

La resa nominale così ottenuta sarà dunque un numero, che esprime il numero medio di pagine del tipo mostrato in figura e che si può ottenere con il modello o il set di toner/cartuccia prescelto, in condizioni di utilizzo ideali.

Ma come può immediatamente apparire evidente, le pagine di test-campione hanno una “copertura percentuale” (percentuale di foglio coperta dall’inchiostro rispetto al resto della superficie lasciata in bianco) veramente molto modesta, pari appunto al 5% per le pagine in bianco e nero e al 20% circa per le pagine a colori.

Nell’uso corrente di una stampante è assolutamente comune stampare pagine che tipicamente hanno coperture ben maggiori. Questo si traduce in un drastico ridimensionamento del numero di pagine realmente stampabili.

Per fare un semplice esempio, consideriamo un toner b/n con una resa nominale di 2.000 pagine. Se la media delle nostre pagine stampate ha una copertura del 10%, il numero di pagine che nella realtà potremo riuscire ad arrivare a stampare non sarà superiore a 1.000, e nel caso di una copertura media al 20%, addirittura solo 500 fogli!! Oppure, se consideriamo una cartuccia inkjet a colori definita con resa di 400 pagine, nel caso andassimo a stampare delle fotografie a pagina intera (copertura quindi al 100%) la cartuccia potrebbe arrivare a stampare al massimo 80 fogli o ancora meno se c’è un uso prevalente di un colore! Naturalmente quanto detto vale sia per i consumabili originali che per quelli non originali (compatibili o rigenerati), i quali spesso sono accusati, ben più degli originali stessi, di non durare abbastanza. Ma la durata reale, dipende da molti fattori tra i quali solo uno di essi (ovvero il contenuto di inchiostro o toner) è effettivamente riconducibile alla cartuccia.

È bene sottolineare che gli stessi costruttori originali (OEM – Original Equipment Manufacturers) mettono in guardia da false aspettative precisando che i dati ufficiali relativi alla resa devono essere utilizzati come semplice punto di partenza per effettuare confronti e non per prevedere la resa esatta che si otterrà dalla cartuccia in questione. Allo stesso modo, la resa dichiarata non rappresenta assolutamente il numero minimo di pagine che si possono stampare con la cartuccia e/o il toner.

Nella pratica, è necessario tenere presente che il numero effettivo di pagine stampate varia considerevolmente in base a fattori quali:

– il contenuto delle pagine stampate (la cosiddetta “copertura” del foglio),

– le dimensioni del processo di stampa tipico,

– le condizioni ambientali durante il funzionamento (temperatura, umidità, ecc.),

– le impostazioni della stampante (es. densità di stampa, stampa in qualità/bozza),

– la quantità di stampa a colori rispetto a quella monocromatica,

– lo stato di usura della stampante.

Dunque è fondamentale conoscere questi aspetti e le dinamiche che li pongono in relazione tra loro al fine di non crearsi attese irrealistiche di durate virtuali non riproducibili se non in condizioni “di laboratorio”.

Esiste un modo per far stampare più a lungo un toner o una cartuccia inkjet?

Diciamo che esistono dei piccoli trucchetti che consentono di sfruttare al massimo il contenuto delle nostre cartucce… eccone alcuni:

  1. Ridurre la densità di stampa (toner): cercare tra i menu delle impostazioni stampante quello che consente di ridurre la densità di stampa. In genere l’impostazione di default è medio-alta, il che si traduce in un consumo di toner elevato. Riducendo la densità, la quantità di polvere che viene trasferita ai fogli si riduce e questo consente una maggiore durata dei consumabili. Se si utilizzano prodotti non originali, che tipicamente producono stampe di un nero più intenso, è possibile ridurre a livelli minimi la densità preservando una leggibilità e una qualità ottimale e ottenendo durate sensibilmente aumentate.
  2. Stampare in qualità bozza (inkjet): quando non c’è necessità di produrre documenti impeccabili, eseguire le stampe in modalità bozza. Questo consente di utilizzare molto meno inchiostro rispetto allo standard e dunque far durare molto più a lungo le proprie cartucce.
  3. Non sostituire le cartucce alla prima segnalazione di “cartuccia in esaurimento” ma attendere effettivamente il fine inchiostro prima di procedere con la sostituzione. Le prime segnalazioni infatti avvengono quando i livelli iniziano a scendere sotto una soglia prefissata, tuttavia c’è ancora una quantità consistente di toner/inchiostro che è bene e conveniente utilizzare fino alla fine.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.