Le 10 cose da sapere sui nastri inchiostrati

I nastri inchiostrati sono il consumabile delle stampanti ad impatto. È una tecnologia che è nata con le prime macchine da scrivere e nel tempo si è evoluta a coprire moltissime applicazioni di stampa.

I nastri inchiostrati, grazie alle loro caratteristiche di economicità e indelebilità, rappresentano ancora una soluzione di stampa efficace e da non trascurare.

confronto della dimensione della penna con l'unità del nastro inchiostrato
Figura 1
Le 10 cose da sapere sui nastri inchiostrati
Figura 2
Le 10 cose da sapere sui nastri inchiostrati
Figura 3

Vi sono nastri inchiostrati di ogni dimensione e sagoma, ma sostanzialmente si dividono in due grandi gruppi:

  • Nastri in bobina – un tessuto nero o nero/rosso avvolto intorno a due bobinette in plastica
  • Nastri in cassetta – un guscio in plastica di forma e dimensione assai variabile che contiene un nastro che viene fatto scorrere al suo interno.

Possono essere piccoli qualche centimetro oppure molto grandi e complessi. In ogni caso, sebbene ciascun modello abbia le sue peculiarità, vi sono alcune caratteristiche che li accomunano e che può essere utile conoscere

1. Sul nastro c’è una manopola: devo ruotarla nel senso della freccia?

Tutti i nastri in cassetta, qualsiasi sia la forma dell’involucro in plastica, presentano una manopola (talvolta colorata ma spesso anch’essa nera) detta perno di trascinamento.

importantissimo non ruotare mai questo perno in senso contrario a quanto indicato dalla freccia, perché questo causerebbe il bloccaggio del nastro. Un nastro bloccato inserito in stampante durerebbe pochissimo e inoltre il vostro negoziante non lo sostituirebbe perché il nastro è stato manomesso.

Per contro, è buona pratica prima dell’installazione in stampante, eseguire un paio di giri a mano, ma esclusivamente nel senso indicato dalla freccia, per agevolare e avviare lo scorrimento.

In corrispondenza del perno di trascinamento, nella faccia inferiore della cassetta, vi è un foro nel quale dovrà inserirsi il perno metallico presente nella stampante che guiderà il trascinamento durante l’utilizzo del nastro.

2. Di cosa è fatto il nastro?

I nastri in tessuto sono in nylon ad alta resistenza. Ogni filo del tessuto è un insieme di 34 microfibre. E’ il tessuto più resistente in assoluto, simile a quello utilizzato per i paracadute. Le scocche esterne sono solitamente in plastica ABS nera.

3. Ho toccato il nastro ma mi sembra asciutto

I nastri in tessuto vengono inchiostrati con inchiostri a base di oleina che rimangono stabili anche per un decennio. I nastri non possono mai essere troppo saturi di inchiostro altrimenti macchierebbero la carta e l’interno della stampante. Per controllare se un nastro vecchio è ancora utilizzabile, appoggiare il tessuto su un foglio di carta e passare la punta di una matita imprimendo una media pressione. Se il tratto viene riportato sul foglio e risulta visibile e “leggibile” allora il nastro è ancora in grado di stampare adeguatamente e può essere utilizzato senza problemi.

4. Perché il nastro stampa chiaro?

La distanza tra la testina di stampa e la carta è regolabile tramite un comando posto su uno dei lati della stampante. Se si desidera stampare su foglio singolo esso va regolato sulla posizione 1, se si usa carta multicopie esso va regolato sulla posizione 2 o 3. Per maggiori dettagli fare riferimento al manuale d’uso della stampante.

5. Perché il tessuto si taglia e si buca?

Se si stampano lunghe serie di caratteri come il trattino o la sottolineatura, il continuo martellamento degli aghi nella medesima posizione distrugge prematuramente il nastro.

È importante sottolineare che se il nastro non viene correttamente installato in stampante oppure se risulta bloccato perché è stato invertito il senso (vedi punto 1) allora esso non riesce a scorrere come dovrebbe e si deteriora nel punto dove la testina continua a colpirlo.

6. Sulla superficie del tessuto ho notato una piccola striscia più chiara

Una linea verticale o obliqua sulla superficie del tessuto indica il punto dove esso è stato saldato ad ultrasuoni per formare un anello. E’ un punto di giuntura che costituisce anche un punto di debolezza: infatti spesso il deterioramento del tessuto (dovuto all’usura) inizia proprio in corrispondenza della saldatura.

7. Quanto dura un nastro?

La durata dipende dalla lunghezza dell’anello di tessuto. Essa può variare tra i 100.000 caratteri per metro fino a 200.000 caratteri per metro se vi sono all’interno della scocca dei sistemi di reinchiostratura (o reink), ovvero dei feltri impregnati che rilasciano ulteriore inchiostro al tessuto nel corso dell’utilizzo. Oltre ai 200.000 caratteri per metro lineare, il tessuto inizia a cedere e a deteriorarsi.

8. Come comprendo quando è ora di sostituirlo?

Quando l’intensità della stampa diventa progressivamente troppo chiara, a semplice giudizio dell’operatore.

9 . Si può reinchiostrare un nastro?

No, non è consigliabile. Anche perché il tessuto a causa dell’usura degli aghi che vi battono sopra tende progressivamente a deteriorarsi e a sfaldarsi. E’ possibile però, in taluni casi, sostituire il nastro riciclando l’involucro esterno.

10. Le stampe eseguite con un nastro sono indelebili?

Sì, le stampe eseguite con i nastri in tessuto sono assolutamente indelebili e pertanto sono idonee per stampare documenti legali che devono avere garanzia di durata e resistenza al tempo, alle abrasioni e ai solventi.

Esiste però una categoria di nastri per macchine da scrivere, in film o correggibili, i quali invece producono stampe cancellabili. Di fatto essi sono studiati appositamente per poter correggere quanto scritto utilizzando dei consumabili denominati lift-off.

Commento (2)

  • Fabio Varisco| 3 Luglio 2021

    buongiorno ,mi servirebbe sapere la marca e il modello della cartuccia della figure 2

    • admin| 28 Luglio 2021

      Buongiorno, nella figura 2 sulla sinistra c’é un Olivetti DM100, mentre a destra c’é una Bobina Seiko Nero-Rosso. Grazie. Lo Staff di Supportocartucce.it

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